Trigliceridi alti, le prime tre cose da fare appena svegli: una si risolve in 15 minuti

By Serena De Filippi

Il referto delle ultime analisi riporta trigliceridi alti, e subito arriva una domanda: da dove si comincia? La risposta più utile riguarda le prime ore della giornata, quelle in cui costruiamo le abitudini destinate a ripetersi. Tre gesti mattutini, semplici e sostenibili, fanno da base: bere acqua al posto delle bevande zuccherate, preparare una colazione ricca di fibre e ritagliare quindici minuti per una camminata a passo sostenuto.

Cosa sono i trigliceridi e perché possono aumentare

I trigliceridi sono grassi che circolano nel sangue e rappresentano una delle principali riserve di energia dell’organismo. Dopo ogni pasto, l’energia introdotta e spesa subito serve alle attività del momento; la quota restante può trasformarsi in trigliceridi e finire immagazzinata nel tessuto adiposo, pronta a essere richiamata quando servirà.

Trigliceridi alti, cosa fare
Trigliceridi alti, cosa fare

I valori salgono per ragioni piuttosto varie. Un’alimentazione abbondante rispetto al fabbisogno pesa parecchio, così come un consumo elevato di zuccheri semplici e di carboidrati raffinati. Anche l’alcol incide, insieme al sovrappeso e a uno stile di vita sedentario. Altri aspetti che possono influire sono l’ipotiroidismo, alcune patologie renali o epatiche, una predisposizione familiare e certi farmaci. Spesso i trigliceridi elevati si presentano insieme ad altri fattori metabolici, e questo spiega perché il medico li legga sempre insieme al resto.

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Per orientarsi servono i valori di riferimento, misurati negli adulti a digiuno:

  • sotto i 150 mg/dL: nella norma;
  • tra 150 e 199 mg/dL: moderatamente elevati;
  • tra 200 e 499 mg/dL: elevati;
  • dai 500 mg/dL in su: molto elevati.

Un valore molto alto richiede un confronto tempestivo con il medico. La lettura corretta guarda all’intero profilo lipidico, alla glicemia, alle condizioni personali e alle terapie in corso.

Primo gesto: bere acqua e lasciare le bevande zuccherate fuori dalla colazione

Il primo bicchiere del mattino reidrata il corpo dopo le ore di sonno passate senza bere. Il vantaggio maggiore, però, arriva da ciò che l’acqua va a sostituire. Bibite, tè confezionati e succhi portano una quota consistente di zuccheri semplici, e proprio quegli zuccheri stimolano il fegato a produrre più trigliceridi. Il ragionamento vale anche per i succhi di frutta e per le spremute, che contengono zuccheri e conservano una minima parte della fibra del frutto intero. Meglio orientarsi su acqua naturale o tè, regolandosi in base alla propria sensibilità alla caffeina.

La colazione che aiuta: fibre, proteine e carboidrati meno raffinati

Una colazione ricca di fibre rallenta l’assorbimento degli zuccheri, prolunga il senso di sazietà e aiuta a evitare che la mattinata cominci con un carico eccessivo di carboidrati raffinati. Le fibre solubili si trovano soprattutto nell’avena, nell’orzo, nei legumi, nei semi di chia e di lino, oltre che nella frutta intera.

Non occorrono preparazioni complicate: si possono abbinare i fiocchi d’avena allo yogurt bianco, aggiungendo frutta fresca e una piccola quantità di mandorle o nocciole. Vanno bene anche una fetta di pane integrale con ricotta e un frutto, oppure uno yogurt naturale con avena, semi e mela o pera. Al mattino siamo fan della colazione salata? Possiamo preparare pane integrale, un uovo e qualche verdura. Un’altra possibilità è il porridge, purché non venga caricato di zucchero, sciroppi e creme dolci.

Prima di acquistare pane, fette biscottate o cereali definiti “integrali”, conviene leggere gli ingredienti. La farina integrale dovrebbe comparire tra le prime voci: il colore scuro e le scritte sulla confezione, da soli, dicono poco sulla composizione. Cereali glassati, biscotti, brioche e yogurt zuccherati aumentano rapidamente la quantità di zuccheri introdotta al mattino.

Trigliceridi alti, rimedi
Trigliceridi alti, rimedi

La cosa da fare in 15 minuti: camminare dopo colazione

Eccolo, il gesto che dà il titolo a questo articolo: quindici minuti di camminata a passo sostenuto sono facili da incastrare nel mattino, anche nelle giornate piene. I muscoli in attività consumano energia, e il movimento regolare sostiene il modo in cui l’organismo gestisce glucosio e grassi. Farlo dopo colazione, poi, aiuta a smaltire meglio l’energia appena introdotta.

Quei quindici minuti diventano il primo tassello dell’attività quotidiana e si sommano agli altri momenti in cui ci muoviamo. Il ritmo giusto accelera il respiro e lascia ancora la possibilità di scambiare qualche parola: un’andatura decisa, lontana dalla passeggiata della domenica.

Le occasioni si trovano con un po’ di organizzazione. Un giro dell’isolato appena finita la colazione, la scelta di scendere una fermata prima dall’autobus, accompagnare i figli a scuola a piedi (se possibile), una telefonata fatta camminando, oppure il tapis roulant per chi lo tiene in casa.

Cosa fare se i valori restano alti

Le abitudini del mattino incidono davvero quando trovano continuità nel resto della giornata. Per controllare i trigliceridi occorre limitare gli alcolici e gli zuccheri aggiunti, fare attenzione alle quantità, preferire i grassi insaturi e praticare attività fisica con regolarità. Anche il sonno e la gestione del peso possono influire sul quadro metabolico. Gli effetti di questi cambiamenti, però, si valutano nel tempo e attraverso nuovi esami prescritti dal medico.

In alcuni casi alimentazione e movimento devono essere affiancati da una terapia farmacologica. I medicinali già prescritti non vanno sospesi o modificati autonomamente, neppure dopo aver cambiato le proprie abitudini. Un valore pari o superiore a 500 mg/dL richiede sempre un confronto con il medico.