Allarme zecche nei boschi e nei prati: dati, dove si nascondono e come difendersi

By Ana Maria Perez

Sempre maggior numero di zecche nei boschi e nei prati

Ciao a tutti e tutte, amici e amiche di ultimedalweb, mentre la stagione estiva esita a finire, nonostante l’inoltrarsi di settembre e l’imminente arrivo dell’autunno, che si prevede sempre più mite, dai giornali giungono alcuni allarmi che ci fanno riflettere. La nostra voglia di passeggiate all’aria aperta, nei boschi, sui sentieri di montagna o nei prati incontaminati, rischia di scontrarsi con una presenza sempre più invasiva e pericolosa: quella delle zecche.

Se fino a qualche anno fa le zecche venivano considerate un rischio limitato a zone specifiche o determinati periodi dell’anno, i dati recenti delineano una vera e propria emergenza sanitaria e ambientale. Abbiamo pensato di spiegarvi bene come agiscono le zecche e di proporvi i numeri relativi alla loro proliferazione, mentre individuiamo i luoghi a maggior rischio. Infine, vi indicheremo come proteggere noi stessi, i nostri figli e gli animali domestici, per continuare a goderci la natura in tutta sicurezza.

La nostra voglia di passeggiate all'aria aperta, nei boschi, sui sentieri di montagna o nei prati incontaminati, rischia di scontrarsi con le zecche.
La nostra voglia di passeggiate all’aria aperta, nei boschi, sui sentieri di montagna o nei prati incontaminati, rischia di scontrarsi con le zecche.

Proliferazione e contagi: cosa dicono i dati ufficiali

Il fenomeno dell’aumento delle zecche non è solo un’impressione da passeggiata estiva, ma un dato di fatto confermato dalla medicina e dalla ricerca sanitaria. Come evidenziato anche in recenti inchieste giornalistiche dedicate alle zone a più alto rischio, in aree ad altissima densità naturalistica come il Friuli Venezia Giulia e il Triveneto si registrano già oltre 500 casi di malattia di Lyme (o borreliosi), a cui si aggiunge un numero crescente di infezioni da TBE (l’encefalite da zecca).

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Non c’è da allarmarsi, bensì da prestare attenzione. Non è colpa nostra se le zecche proliferano, dato che tra le cause principali figurano i cambiamenti climatici, che non dipendono esclusivamente da noi. Tuttavia, dobbiamo essere consci che gli inverni caldi non abbattono le popolazioni di ninfe (le zecche allo stadio giovanile, minuscole e quasi invisibili) e favoriscono, anzi, la comparsa di nuove specie aggressive, come la zecca gigante Hyalomma o varianti diffuse in alcune aree carsiche e collinari.

Potete consultare le schede epidemiologiche complete sui rischi infettivi da morso di parassita sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità, che mette a disposizione report costantemente aggiornati.

Boschi, prati e sentieri: dove si nascondono davvero le zecche

Contrariamente a quanto si pensa, le zecche non cadono dagli alberi dall’alto né sanno volare o saltare. Si posizionano invece sulla vegetazione bassa, attendendo pazientemente il passaggio di un ospite. I loro ambienti preferiti coincidono esattamente con le mete preferite da escursionisti e amanti del trekking:

  • Sottobosco e foglie secche: le zone umide e ombreggiate ai margini dei boschi di latifoglie sono un microhabitat perfetto in cui migliaia di ninfe sopravvivono nascoste.
  • Erba alta ai bordi dei sentieri: il classico punto di appostamento dove la zecca si arrampica sullo stelo d’erba e allunga le zampe anteriori per agganciarsi ai pantaloni di chi passeggia.
  • Radure e prati pascolati: aree frequentate da fauna selvatica (caprioli, lepri, cinghiali) o da bestiame, che rappresentano i vettori principali di nutrimento e riproduzione per i parassiti.
  • Il trucco del panno bianco: per capire se un’area di prato dove volete fare un picnic è infestata, potete strofinare o trascinare sull’erba un lenzuolo bianco legato a un bastone; se presenti, le zecche vi si aggrapperanno immediatamente risultando visibili sul tessuto chiaro.
Le zone umide e ombreggiate ai margini dei boschi di latifoglie sono un microhabitat perfetto in cui migliaia di ninfe e zecche sopravvivono nascoste.
Le zone umide e ombreggiate ai margini dei boschi di latifoglie sono un microhabitat perfetto in cui migliaia di ninfe e zecche sopravvivono nascoste.

Come difendersi durante le escursioni e le passeggiate

Se decidete di avventurarvi nei boschi o nei prati, dovete munirvi di abbigliamento adatto e essere molto cauti lungo il percorso. Alcuni consigli che possono aiutarvi sono:

  • Vestirsi a strati e coprire la pelle: indossare pantaloni lunghi infilati nei calzettoni alti, scarpe da trekking chiuse e maglie a maniche lunghe.
  • Prediligere abiti di colore chiaro: non allontanano i parassiti, ma permettono di individuare le zecche scure che camminano sui tessuti prima che raggiungano la cute.
  • Camminare al centro dei sentieri: evitare di inoltrarsi nell’erba alta incolta o di strusciarsi contro cespugli e vegetazione bassa ai margini della traccia.
  • Repellenti specifici: applicare sulla pelle scoperta e sulla parte inferiore dei pantaloni prodotti a base di icaridina o DEET.
  • Ispezione al rientro: tornati a casa, spazzolare i vestiti all’esterno, lavare gli indumenti ad alte temperature e fare una doccia controllando accuratamente le pieghe della pelle, il cuoio capelluto, le ascelle, l’inguine e dietro le ginocchia.

Animali domestici e protezione degli spazi di casa

I nostri cani e gatti sono i soggetti più esposti durante le passeggiate nei prati e rischiano di diventare veicoli involontari attraverso cui le zecche entrano nelle nostre mura domestiche. Potete prevenire l’attacco delle zecche utilizzando antiparassitari specifici (collari, pipette o compresse) prescritti dal veterinario, accompagnati da una spazzolatura minuziosa del pelo dopo ogni uscita in campagna o al parco. Se avete un giardino privato vicino a zone boschive, mantenete l’erba rasa, potate le siepi basse per far circolare il sole ed evitate l’accumulo di ramaglie e fogliame umido.

I nostri cani e gatti sono i soggetti più esposti durante le passeggiate nei prati e rischiano di diventare veicoli involontari attraverso cui le zecche entrano nelle nostre mura domestiche
I nostri cani e gatti sono i soggetti più esposti durante le passeggiate nei prati e rischiano di diventare veicoli involontari attraverso cui le zecche entrano nelle nostre mura domestiche

Disinfestazione, rimozione corretta e cosa fare in caso di morso

Qualora vi accorgiate che il vostro giardino è infestato da zecche, potete intervenire con acaricidi specifici o con soluzioni ecologiche a base di olio di Neem e di terra di diatomee. Nel caso in cui troviate una zecca già attaccata alla pelle, tentate di rimuoverla il prima possibile per scongiurare la probabilità di trasmissione di batteri o virus:

  • Usare la pinzetta giusta: afferrare la zecca con una pinzetta a punte sottili, il più vicino possibile alla cute, e tirare delicatamente verso l’alto con un movimento fermo e costante, senza ruotare né strappare.
  • Cosa NON fare: evitare assolutamente di cospargere il parassita con olio, alcol, benzina o fonti di calore; tali sostanze provocano il rigurgito della zecca, aumentando il rischio di infezioni.
  • Disinfezione e monitoraggio: disinfettare la cute dopo la rimozione, annotare la data e monitorare la zona per 30 giorni. Se compare un arrossamento circolare che si espande (l’eritema migrante tipico della malattia di Lyme) o febbre con dolori articolari, rivolgetevi immediatamente al vostro medico.

Ricordate, cari amici, che la montagna, i boschi e la campagna restano un patrimonio meraviglioso da vivere, ma, come accade con il mare, dobbiamo affrontarli con la giusta consapevolezza per prevenire complicazioni e vivere la natura in piena tranquillità. Le zecche sono un nemico, è vero, ma possiamo sconfiggerle con qualche accorgimento. Buone passeggiate ed escursioni a tutti!