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Vittorio Emanuele Parsi ha raccontato la sua esperienza pre morte

Vittorio Emanuele Parsi
Wikipedia

Vittorio Emanuele Parsi e il ricovero d’urgenza per un problema cardiaco serio

Vittorio Emanuele Parsi è docente di Relazioni Internazionali all’Università Cattolica di Milano. Una persona ormai nota della tv in quanto ospite fisso a La7 per parlare di temi di attualità internazionale come la Guerra in Ucraina. E’ compagno di Tiziana Panella, conduttrice di Tagatà.

Il docente, esperto di geopolitica, si è sentito male mentre si trovava a Cortina d’Ampezzo, fiato sospeso per Parsi che ha dovuto subire una difficilissima operazione salvavita. Il professore ha raccontato al Corriere non solo la sua malattia cardiovascolare ma anche l’esperienza pre morte e lo stato di coma, una delle condizioni fisiche più difficili da descrivere soprattutto dal punto di vista cognitivo e psicologico. Tanti i racconti, tante le ricerche e tante le scoperte. Due frasi sono diventate famose tra le due dichiarazioni.

La prima è “stavo per morire, mi sono ritrovato nell’Ade, ho visto il volto di Tiziana Panella”. Nella seconda racconta quanto successo nell’ospedale di Treviso dove è stato operato d’urgenza. Il medico dopo avergli spiegato, in stato di semi coscienza, che doveva subire un’operazione salvavita gli ha detto anche che era complessa.

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L’esperienza pre-morte di Vittorio Emanuele Parsi

Dore

L’esperienza pre morte può caratterizzare il coma, come confermato da Vittorio Emanuele Parsi attraverso il suo racconto. Il viaggio in un aldilà classico inteso come lo potevano immaginare gli antichi greci o romani. Il professore ha infatti descritto un fiume melmoso nero, identificato dal narratore come lo Stige, che giaceva sotto di lui, simile alle gesta di Ulisse e Achille. Parsi ha visto la presenza di radici d’albero e un crepaccio, ha sentito voci lontane che egli presume fossero dell’Ade, il regno dei morti. L’assenza di luce e la presenza di un fiume popolato da anime defunte evocano un senso di disperazione, costringendo a lottare per la propria sopravvivenza.

Particolarmente significativo è il ricordo di Tiziana Panella, sua compagna da due anni, il cui volto è apparso durante l’esperienza, suscitando in Parsi il desiderio di rivederla e l’impellente necessità di non lasciarla sola, insieme alle loro due figlie. Parsi ha parlato anche di un incontro con i suoi cari defunti, chiedendo loro aiuto per non raggiungerli in quel momento. Durante la risalita del crepaccio, si è visto come uno degli omini di gomma degli anni Settanta e Ottanta, aggrappandosi con fatica per tornare alla realtà. Infine, al suo risveglio, ha trovato conforto nella presenza di Tiziana, che era accanto a lui.

Questo racconto di Parsi, riportato dal Corriere, offre uno sguardo affascinante e suggestivo sull’esperienza pre morte, suscitando riflessioni profonde sulla vita, la morte e il legame con i propri cari.

Informazioni sulla condizione clinica, sul coma e quanto raccontato

Vittorio emanuele parsi
racconto pre morte – pixabay

Vittorio Emanuele Parsi si è sentito male il 27 dicembre mentre parlava al pubblico da un palco. Da Treviso la corsa a Belluno dove è stato visitato dal primario di cardiologia, la diagnosi è stata dissezione dell’aorta. Si tratta di una grave condizione medica caratterizzata dalla lacerazione dello strato interno dell’aorta, che porta alla formazione di un falso lume.

Spesso causata da danni alla parete arteriosa, può essere letale se il sangue fuoriesce attraverso la tonaca avventizia. Associata all’ipertensione e a disturbi congeniti del tessuto connettivo, si manifesta con dolore toracico acuto. Una diagnosi tempestiva può aumentare significativamente le probabilità di sopravvivenza. I fattori di rischio includono ipertensione, arteriosclerosi e difetti cardiaci congeniti.

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Il professore Vittorio Emanuele Parsi è stato in coma per diversi giorni, il risveglio difficile così come il recupero. Il coma è una condizione clinica complessa, derivante da un’alterazione del regolare funzionamento del cervello con compromissione dello stato di coscienza. Nel coma, anche nei casi più gravi, le cellule cerebrali sono vive ed emettono un segnale elettrico rilevabile attraverso l’elettroencefalogramma o altre metodiche.

Autore

Mi chiamo Iole Di Cristofalo e mi piace scrivere, svolgo come lavoro quella del web content editor, ho aggiornato le mie competenze imparando a creare video e grafiche online. In rete mi occupo di attualità, cronaca, scienze, ambiente e cultura, fotografia e video. Ultimi corsi professionali seguiti: comunicazione multimediale, web copywriting, scrittura d'impresa.View Author posts

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