Tel Aviv, morto un turista italiano di 35 anni in un attentato della jihad islamica

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Tel Aviv, un’auto si lancia a velocità folle sui passanti

La notizia è arrivata in tarda serata in Italia. Le informazioni preliminari erano ancora parziali, ma la Farnesina aveva già confermato la notizia. In un attentato a Tel Aviv, un cittadino italiano è stato ucciso ieri, il giorno della Passione di Cristo in una città simbolica per i cristiani. Nella serata di festa nella capitale israeliana un uomo si è lanciato con l’auto a tutta velocità sulla folla che passeggiava nel lungomare e ha investito 5 persone. Alessandro Parini ha avuto la peggio: è morto sul colpo; gli altri feriti sono due altri nostri connazionali e due cittadini britannici. A quell’ora (le 21.00) nel parco Charles Core che costeggia il mare c’erano ancora turisti, famiglie e coppie che passeggiavano.

L’attentatore ha anche sparato quando è uscito dalla macchina, ma la polizia lo ha fermato e arrestato. Ancora non si sa molto di lui, se non alcuni dettagli personali:  ha 44 anni, si chiama Yousef Abu Jaber ed è un cittadino arabo israeliano di Kafr Qasem, a nord est di Tel Aviv.

Chi era la vittima, Alessandro Parini?

La vittima era un avvocato giovane brillante, specializzato in diritto amministrativo. Alessandro aveva 35 anni ed era romano. Aveva una grande passione per i viaggi e qualche anno fa era stato in Giordania. Era appena arrivato in Israele con alcuni amici per trascorrere nella capitale le vacanze pasquali. Lavorava presso lo studio Police&Partners in viale Liegi, ai Parioli. Era stato anche docente presso l’Università di Tor Vergata, dov’era approdato dopo la laurea in Giurisprudenza alla Luiss, conseguita con il massimo dei voti. Presso l’Università capitolina aveva svolto un dottorato in Diritto pubblico, che aveva concluso nel 2019. Alessandro Parini aveva frequentato il liceo Massimo all’Eur.

Il curriculum di Parini la dice lunga sulla sua preparazione e capacità, nonostante la giovane età. Era stato abilitato alla professione forense nel 2014 e appena qualche mese fa, nel 2022, si era iscritto all’Albo Speciale degli avvocati ammessi al patrocinio dinanzi alla Corte Suprema di Cassazione.

La rivendicazione della jihad islamica

La Jihad Islamica è un movimento militare che si trova nella Striscia di Gaza ed è supportato dall’Iran. Nel comunicato con cui rivendica l’attentato, la jihad descrive l’episodio come “una risposta naturale e legittima ai crimini dell’occupazione contro il popolo palestinese“. Hamas, che opera in competizione con la jihad, ha confermato di avere gradito “l’operazione di alto livello nel cuore della entità sionista, a Tel Aviv”, sostenendo che “questi episodi dimostrano il livello raggiunto dalla resistenza dei giovani per colpire gli occupanti“.

La reazione del governo israeliano

Il premier Benyamin Netanyahu ha annunciato una mobilitazione della polizia di frontiera e dei riservisti come contromisura all’attentato: a confermarlo, il quotidiano Jerusalem Post. L’attentato arriva dopo che qualche ora prima nella Valle del Giordano un attentatore aveva ucciso due sorelle israeliano-britanniche di 21 e 16 anni. Israele aveva risposto colpendo postazioni della Jihad nella Striscia e a sud del Libano. Noi ve lo avevamo raccontato nelle nostre pillole nell’articolo Israele, colpiti almeno 10 siti di Hamas tra Gaza e Libano, 44 razzi.

Un altro boccone amaro da inghiottire da parte del Primo Ministro, dopo avere dovuto ritirare la legge per la riforma della Giustizia qualche giorno fa a causa delle proteste di Piazza, quando 700 mila persone hanno manifestato contro la manovra.

La condanna e il cordoglio del Governo italiano

La condanna da parte del Governo italiano è stata unanime e immediata, non appena è stata confermata la notizia.

La Premier, Giorgia Meloni ha espresso “profondo dolore e cordoglio” e ha condannato l’attentato.

Anche la Farnesina ha twittato un messaggio di condanna, ricordando il numero di telefono dell’Unità di Crisi, che è il +39 06 36225.

Anche il ministro Tajani ha espresso la sua ferma condanna all’attentato e in generale, contro il terrorismo

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