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Riconoscimento facciale con l’IA bocciato in Parlamento UE fino al 15 giugno

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Riconoscimento Facciale con l’IA, vietato in UE

La proposta di regolamento della Commissione Europea per stabilire regole armonizzate sull’Intelligenza Artificiale è datata aprile del 2021. Il suo obiettivo è assicurare che i sistemi di intelligenza artificiale (IA o AI) immessi sul mercato dell’UE e utilizzati nell’Unione siano sicuri e rispettino la normativa vigente in materia di diritti fondamentali e i valori dell’Unione. Ieri, giovedì 11 di maggio, il Parlamento Europeo ha votato la proposta della Commissione. E le Commissioni Giustizia e Mercato interno hanno dato il via libera al mandato negoziale sul regolamento con 84 voti a favore, 7 contrari e 12 astensioni. Il regolamento si conosce come “AI Act”.

Brando Benifei, relatore del provvedimento approvato, ha comunicato in una nota: “Nella nostra proposta si rafforza sensibilmente la protezione dei diritti fondamentali, includendo ambiente e democrazia tra gli interessi da perseguire, sostenendo l’innovazione, la ricerca, le nuove imprese e l’open source, dando regole chiare agli sviluppatori e alle imprese e pubbliche amministrazioni che utilizzeranno i prodotti

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Brando Benifei

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La Proposta del Parlamento e le modifiche al testo del 2021

Nei loro emendamenti alla proposta della Commissione, i deputati puntano a garantire che i sistemi siano controllati dalle persone, sicuri, trasparenti, tracciabili, non discriminatori e rispettosi dell’ambiente. Il testo approvato prevede che si vietino alcuni sistemi che potrebbero essere rischiosi per la sicurezza delle persone, come quelli che utilizzano tecniche manipolative intenzionali, quelli che sfruttano le vulnerabilità delle persone o sono utilizzati per classificare le persone in base alla loro interazione sociale e al loro status.

I divieti tecnologici approvati

Tra le tecnologie che dovranno essere vietate rientrano: i sistemi di identificazione biometrica in spazi accessibili al pubblico e a distanza. Sono inoltre vietati i sistemi di categorizzazione biometrica che possono fornire informazioni su sesso, razza, etnia, cittadinanza, religione o orientamento politico; inoltre, non sarà possibile accedere con una semplice scannerizzazione al database delle forze dell’ordine per accedere a eventuali registrazioni di comportamenti criminali passati. Solo le forze dell’ordine stesse, dietro approvazione della magistratura, potranno utilizzare i dati biometrici per accedere al database.

La lista delle tecnologie ad alto rischio include i sistemi di intelligenza artificiale che possono interagire sugli elettori nelle campagne elettorali.

I diritti dei cittadini europei e l’IA ad alto rischio

La normativa tutela anche il diritto dei cittadini a segnalare eventuali problematiche riguardanti i sistemi di intelligenza artificiale, nonché a ottenere una completa giustificazione circa le decisioni prese attraverso sistemi di IA ad elevato rischio che influiscono significativamente sui loro diritti. La supervisione dell’applicazione del regolamento sull’IA spetta all’Ufficio dell’UE per l’IA.  Un’intelligenza artificiale diventa ad alto rischio quando risulta capace di incidere in modo sensibile sulla salute e sui diritti fondamentali delle persone fisiche. Ad esempio, se l’intelligenza artificiale viene usata per fare marketing non è ad alto rischio mentre lo sarà nel momento in cui “decide” se un paziente accettato nel pronto soccorso è da considerare più grave di un altro.

L’approvazione definitiva

La bozza discussa ieri dovrà essere approvata dalla plenaria del Parlamento Europeo: il voto è previsto durante la sessione del 12-15 giugno. Poi inizierà il trilogo, ovvero il negoziato con Consiglio europeo e Commissione per arrivare a un testo definitivo. Il regolamento sull’IA dell’UE è il primo atto legislativo di questo tipo a livello mondiale, il che significa che l’UE può essere all’avanguardia nel rendere l’IA incentrata sull’uomo, affidabile e sicura. La strada è ancora lunga ma è stata già abbozzata.

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Il Parlamento Europeo

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