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Oggi la Francia bloccata, 260 manifestazioni contro la riforma pensionistica

proteste in francia

Cortei in tutto il Paese

Oggi è una giornata molto impegnativa per la Francia. Centinaia di migliaia di persone stanno manifestando contro la riforma delle pensioni presentata dal governo di Macron. I principali sindacati locali (Cgt, Fo, Cfdt, Fsu, Unsa ed altri) hanno organizzato più di 260 proteste in tutto il Paese. Anche se le sigle sindacali prevedono due milioni e mezzo di presenze sulle strade, il numero di manifestanti potrebbe essere molto inferiore. L’ultimo blocco “congiunto” risalente allo scorso 31 gennaio fece registrare 1,27 milioni di partecipanti ai cortei. Qualora il dissenso non fosse accolto dall’esecutivo, i rappresentanti della forza lavoro del paese transalpino minacciano un maxi sciopero generale che fermerebbe la Francia.

I motivi delle proteste

Il motivo principale della protesta è l‘innalzamento dell’età pensionabile a 64 anni dagli attuali 62. Tuttavia, ci sono anche altri argomenti nella bozza di legge che hanno indispettito alcune categorie di lavoratori. Ad esempio, il governo avrebbe deciso di eliminare i regimi pensionistici speciali. Sotto questo particolare regime si trovano i dipendenti di alcune grandi aziende vincolate allo Stato. Ad esempio, la rete di trasporti parigina, la Banca di Francia, il Consiglio economico, sociale e ambientale, o le aziende energetiche. Il provvedimento si trova all’esame parlamentare, mentre il voto del Senato è previsto per il 12 marzo p.v.

I disagi provocati dai cortei

Le manifestazioni provocheranno forti interruzioni del trasporto pubblico. Ad esempio per il reparto dei convogli speciali (TER e TGV Inoui e Ouigo) circolerà soltanto un treno su cinque. I treni intercity saranno praticamente fermi. Anche la metropolitana si bloccherà per quasi tutta la giornata, ad eccezione delle linee 1, 4 e 14 e delle ore di punta, che devono essere garantite per legge. Le mobilitazioni previste nei prossimi giorni sono numerose: gli scioperi sono già stati annunciati e in qualche caso, partiti. I settori più agguerriti sono: l’energia, i trasporti, l’istruzione.

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