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Lo status del PNRR, sblocco della rata da 18,5 miliardi non basta

PNRR

Lo status del PNRR, il Governo alle strette

I problemi del PNRR possono essere divisi in due categorie: quelli strutturali e quelli puntuali legati ai singoli progetti. Alcuni esempi di problemi strutturali sono la lentezza della pubblica amministrazione, le difficoltà normative e di rendicontazione, l’inflazione e la carenza di materiali. Alcuni esempi di problemi puntuali sono le perplessità della Commissione Europea su alcune riforme e investimenti, come le concessioni portuali, il teleriscaldamento e i nuovi stadi di Firenze e Venezia.

Le misure in revisione

Il governo ha individuato 144 misure su 350 che presentano almeno un elemento di debolezza e che sono al momento al vaglio dei Commissari europei. Tra queste ci sono interventi importanti come l’alta velocità ferroviaria, lo sviluppo delle energie rinnovabili, il 5G, la ricerca e l’innovazione e la riqualificazione urbana.

La domanda è: Si riusciranno davvero a sfruttare le risorse dedicate? Bisogna tenere conto che il Pnrr vale più del Piano Marshall con cui l’Italia rinacque nel Dopoguerra (11,6% del Pil 2020 contro l’8,3% del Pil del 1948).

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Per approfondire:

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Lo sblocco di 18,5 miliadi di euro

Il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto, responsabile del Piano nazionale di ripresa e resilienza, conta di aver sbloccato il lungo negoziato con la Commissione. Dopo più di otto mesi dalla richiesta italiana, Bruxelles ha finalmente dato il via libera al pagamento della terza rata da 18,5 miliardi. Probabilmente è stato decisivo “lo scorporo di un obiettivo da 500 milioni (la realizzazione dei posti letto negli studentati), trasferito sulla quarta rata del Pnrr“. Ora il governo “conta di incassare il terzo assegno entro gli inizi di ottobre e nel giro di qualche settimana chiedere anche il pagamento della quarta rata, per riceverlo entro fine anno“.

Raffaele Fitto

Il piano per Istruzione e Cultura, 36,88 miliardi di euro

Il PNRR prevede diverse misure per l’istruzione e la cultura in Italia, che si inseriscono nella Missione 1 (Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura) e nella Missione 4 (Istruzione e ricerca) del piano.

Per la cultura 6 miliardi

Per la cultura, il PNRR destina oltre 6 miliardi di euro alla componente Cultura 4.0, che ha l’obiettivo di incrementare il livello di attrattività del sistema culturale e turistico del Paese attraverso la modernizzazione delle infrastrutture, materiali e immateriali. Le misure previste riguardano il patrimonio culturale, la rigenerazione di piccoli siti culturali, il patrimonio culturale religioso e rurale, l’industria culturale e creativa 4.0. Alcuni esempi di progetti sono il recupero e la riqualificazione dell’Ex Caserma 8° Cerimant a Roma, lo sviluppo dell’industria cinematografica con il Progetto Cinecittà, l’adozione di criteri ambientali minimi per eventi culturali.

Per l’struzione, 30,88 miliardi

Per l’istruzione, il PNRR prevede 30,88 miliardi di euro per la Missione 4, dedicata a Istruzione e ricerca. L’obiettivo è rafforzare le condizioni per lo sviluppo di un’economia ad alta intensità di conoscenza, competitività e resilienza. Le misure previste riguardano la formazione delle competenze digitali e green, la riqualificazione degli edifici scolastici, il potenziamento della didattica digitale integrata, il sostegno agli studenti in difficoltà, il rafforzamento dell’offerta formativa degli ITS, il potenziamento della ricerca e dell’innovazione.

Alcuni esempi di progetti sono la creazione di aule virtuali e nuove piattaforme per la DDI, la realizzazione di laboratori STEM e percorsi di sensibilizzazione alle pari opportunità, lo sviluppo di infrastrutture e reti per la ricerca.

I ritardi del PNRR in settori clue come Cultura e Istruzione e Sanità

A maggio 2023 risultano spesi circa 25,7 miliardi di euro, quindi il 13,4% dei 191,5 complessivi, di cui 67 incassati finora. Tuttavia le performance sono molto diverse tra le diversemissioni previste dal Piano. Mentre le prime tre, dedicate a digitalizzazione, transizione energetica e infrastrutture hanno superato il 16% di spesa, le missioni riguardanti l’istruzione e l’inclusione sono intorno al 5% e quella della salute, nonostante la sua importanza, è ferma allo 0,7%.

Un autunno lungo per il Governo, intento a fare i conti anche con il Superbonus

Se l’ottenimento dei fondi PNRR e la realizzazione dei progetti collegati preoccupano il Governo, questo non è il solo grattacapo, perché in ballo resta ancora il Superbonus. Per risolvere i problemi rimasti in merito all’ultimo parrebbe inevitabile la proroga per completare i lavori nei condomini, poiché il termine scade a fine anno e restano ancora 20 miliardi di lavori da fare.

Il governo sta valutando la possibilità di “riacquistare” una parte dei crediti in eccesso, oggi su un mercato non regolamentato, dove si applicano interessi ben oltre il tasso di usura. Secondo l’Associazione dei costruttori (ANCE), “sarebbero 30 miliardi i crediti che oggi non trovano un acquirente, riguarderebbero 320 mila famiglie e 33 mila imprese“.

Vi terremo aggiornati!

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