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Georgia, prevale il buon senso dopo le proteste

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La marcia indietro del partito maggioritario georgiano

Dopo due giorni di proteste in strada, l’esecutivo georgiano ha deciso di ritirare “senza riserve” il provvedimento denominato “agenti stranieri“. Mercoledì 08 marzo migliaia di persone hanno manifestato a Tbilisi contro il progetto di legge di stampo filo putiniano. La polizia ha allontanato la folla usando cannoni d’acqua, spray al peperoncino e gas lacrimogeni. Anche se il Parlamento aveva già approvato la bozza di Legge, il partito di maggioranza “Sogno Georgiano” si è impegnato ad abrogarlo, poiché antipopolare. L’opposizione chiede rassicurazioni in merito.

Il provvedimento sugli “agenti stranieri”

Il disegno di legge prevedeva l’introduzione di un registro presso il ministero di Giustizia delle organizzazioni finanziate con almeno il 20% di capitale straniero. Dette società si sarebbero dovute registrare come “agenti stranieri” sulla falsariga di quanto già avviene in Russia. Questo avrebbe provocato, a parere del partito dell’opposizione “Gorchi“, un controllo sulla stampa indipendente. Inoltre, avrebbe danneggiato le organizzazioni per i diritti umani e gli oppositori. In sostanza, avrebbe replicato il sistema di controllo sulle entità non governative che vige in Russia. La Presidente della Georgia, Salome Zurabishvili, aveva già ribadito che avrebbe posto il veto alla legge. Tuttavia, la Premier non avrebbe potuto opporsi qualora il partito maggioritario fosse andato avanti con l’approvazione del provvedimento.

Le reazioni dell’Europa e dei partiti

L’Europa ha accolto molto favorevolmente la decisione dell’esecutivo. I membri del Parlamento Europeo, Maria Kaljurand e Sven Mikser, hanno dichiarato che la legge era contraria ai principi richiesti dall’UE per candidarsi come Paese membro. Pertanto, la massima istituzione europea applaude il passo indietro. Le consultazioni tra Sogno Georgiano, Forza del Popolo e i deputati della maggioranza parlamentare hanno riconosciuto che la misura era antipopolare; pertanto, le forze politiche hanno deciso di ascoltare la cittadinanza. Nel frattempo, l’opposizione ha convocato una manifestazione per assicurarsi che il governo ritirerà la proposta di legge e rilascerà le persone arrestate. Il Ministero degli Interni aveva reso noto in mattinata che 133 manifestanti si trovano in carcere per i disturbi provocati ieri.

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