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Elezioni, Erdogan vince in Turchia (52,1%) e Sanchez perde in Spagna

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Erdogan vince in Turchia

Vi avevamo parlato delle elezioni in Turchia e del ballottaggio di domenica 28/05. Il Premier uscente, Recep Tayyip Erdoğan non era riuscito a vincere al primo turno le presidenziali, anche se aveva ottenuto la maggioranza di seggi in Parlamento (320); a scrutinio completato, il presidente uscente si era fermato al 49,4% mentre il suo sfidante, Kemal Kılıçdaroğlu, aveva ottenuto il 45% dei voti. C’era grande attesa per i risultati del ballottaggio, tenuto conto che la posta in gioco era alta per questo Paese da 85 milioni di abitanti che ha un passato, un presente e un futuro complesso. Ora non c’è più alcun dubbio: Erdogan ha vinto alle urne.

Le elezioni in Turchia, i candidati sotto il 50%, si va al ballottaggio

I risultati elettorali in Turchia

Ora non c’è più bisogno di attendere, perché il Presidente uscente ha vinto con il 52,16% delle preferenze del 85% dei turchi che, chiamati a votare, sono andati ai seggi. Il suo sfidante si è fermato al  47,84%. Lo scarto rappresenta circa 2 milioni di voti sul totale di 52 milioni di turchi che hanno votato domenica. Erdogan governerà ancora per 5 anni. Le sue prime parole sono state: “Con questa vittoria si è aperta la porta del secolo della Turchia” (il centenario cade il 29 di ottobre). Erdogan è il politico più longevo della Repubblica.

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Lo sconfitto Kiliçdaroglu

Il candidato sconfitto ha pronunciato le seguenti parole: “La nostra marcia continua e noi siamo qui“. Il principale oppositore del Presidente uscente non ha avuto una grande visibilità nelle ultime settimane. I media pubblici non gli hanno lasciato molto spazio e si è limitato ad apparire per 32 minuti complessivi, contro le 32 ore dedicate a Erdogan.

Le elezioni in Spagna e la sconfitta del Premier Sanchez, elezioni anticipate

Se in Turchia il Premier uscente ha vinto con uno scarto di due milioni di voti, non è andata tanto bene al Presidente del Governo, Pedro Sanchez, in Spagna. Il Paese iberico ieri ha votato per i rappresentanti di 12 delle 17 regioni e di più di ottomila comuni. Il PSOE, partito di Pedro Sanchez, è stato sconfitto. A vincere con il 31,5% dei voti contro il 28,2% del PSOE, il Partito Popolare. Non solo ha vinto la destra, ma il PSOE ha perso 3 Regioni strategiche: La Comunitat Valenciana, Madrid e Siviglia (Andalusia). A Barcellona ha vinto il Partito Indipendentista locale (Junts), per 11 seggi contro i 10 del PSOE.

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La reazione del Premier spagnolo è stata sorprendente. Vista la sconfitta del suo partito, ha deciso di sciogliere il Parlamento e ha anticipato le elezioni al 23 di luglio. Sanchez vuole vederci chiaro sulla volontà degli spagnoli di affidare al suo partito la guida del Paese, soprattutto in virtù del prossimo impegno della Spagna a capo della Presidenza Europea. Il Presidente ha già parlato con il Re Filippo VI e questo pomeriggio inizierà la fase che precede le elezioni generali. Le parole di Sanchez in conferenza stampa sono state:

Sarò breve e cercherò anche di essere molto chiaro. Ho appena avuto una riunione con sua maestà il re, nel corso della quale ho comunicato al capo dello Stato la decisione di convocare un Consiglio dei ministri oggi pomeriggio per sciogliere le Corti e convocare elezioni generali. Ho preso questa decisione alla luce dei risultati delle elezioni di ieri. Anche se il voto era regionale e locale, il significato del risultato va oltre e come primo ministro e segretario generale del Partito Socialista, lo assumo in prima persona“.

Le elezioni italiane

Anche in Italia domenica è stata una giornata di votazioni: per i ballottaggi in 7 capoluoghi di provincia da un lato e per le amministrative in Sicilia e in Sardegna. I risultati arriveranno tra qualche ora, dato che i seggi si sono appena chiusi alle 15.00 di oggi, lunedì 29 di maggio.

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