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Donna segregata in casa dal partner: “Non credevo mi avrebbe denunciato”

Sono stati mesi di pura tribolazione per la donna che poche ore fa è stata liberata dalle forze dell’ordine di Macomer. Chiusa tra 4 mura, senza alcuna possibilità di uscire di casa e posta a continue vessazione dal suo compagno. Scopri i dettagli della vicenda.

La casa del fil di ferro

Una vera e propria casa dell’orrore quella del Macomer, dove il proprietario ha chiuso all’interno la sua compagna impedendole di uscire. Porte sbarrate, fil di ferro lungo gli infissi in modo che non potessero essere aperti dall’interno, maniglie mancanti. Questa è la situazione che si è parata dinnanzi alle forze dell’ordine, sopraggiunte alla casa grazie a una segnalazione e che hanno raggiunto al cellulare l’uomo, intimandogli di tornare a casa e aprire subito la serratura. Lo stato della donna è parso sin da subito preoccupante, sul corpo i segni delle violenze, in stato di shock e con una grande paura di come potesse prenderla il partner. Fondamentale è stata la segnalazione ai servizi sociali da parte di un cittadino, quest’ultimo aveva sentito provenire dalla casa dei continui lamenti, facendo scattare la rete sociale.

L’arresto

La donna è stata soccorsa in un primo momento e trasportata in una casa famiglia in una località segreta. La paura che il compagno potesse vendicarsi l’aveva spinta a non parlare, solo dopo essersi accertata del fermo e della protezione degli agenti del Commissariato di Marghine, ha raccontato tutti i soprusi a cui l’uomo l’aveva costretta per molto tempo (non si conoscono ancora le tempistiche precise). Adesso che è in un luogo sicuro, dovrà seguire un percorso con una psicologa per poter dimenticare l’orrore vissuto nella casa. L’uomo, 45 anni, dovrà rispondere di maltrattamenti e sequestro di persona, si trova attualmente nella Casa circondariale Salvatore Soro di Massama, in provincia di Oristano. Aveva tentato di giustificarsi con un “Non credevo che mi avrebbe denunciato”.

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L’importanza di parlare

La triste vicenda di Macomer ha scosso tutto il paese sardo ma ha ribadito l’importanza di non lasciare che l’omertà prenda il sopravvento. È stato, infatti, solo grazie alla segnalazione di un cittadino se si è potuti arrivare al nocciolo della situazione, salvando la donna da ulteriori abusi e, forse, dalla morte. Si attendono ulteriori sviluppi e aggiornamenti.

Autore

Copywriter per passione dal 2014, amo l'arte in tutte le sue forme e potrei perdermi nei corridoi di un museo per ore. Laureata in infermieristica, ho finito con l'aprire uno studio fotografico. La coerenza? In fondo, non è tutto nella vita.View Author posts

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