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Guerra Hamas, attentato in Iran del 3 gennaio: significato del gesto sulla tomba del generale Qasem Soleimani

Iran attentato del 3 gennaio
Iran attentato del 3 gennaio
Immagine di Iran, Via della seta, Oriente. (fonte: Pixabay)

Due esplosioni a Keran, in Iran, a pochi metri dalla tomba del Generale Qasem Soleimani

In Iran, oggi si commemorava la morte del generale Quasem Soleimani, ex capo della Forza Quds, Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica, responsabili di operazioni fuori dal Paese e specializzate nella raccolta informazioni militari.

Qasem Soleimani, come racconteremo dopo, è morto quattro anni fa sotto attacco mirato ordinato dall’ex presidente Donald Trump, il lutto nazionale durò tre giorni e ogni anno, il terzo giorno di gennaio è dedicato alla sua memoria. A Kerman, dove si trova il cimitero con sepolto il generale sono state fatte esplodere due bombe.

La notizia ha fatto subito eco tra le varie tv di stato e agenzie internazionali. Il bilancio vede 73 morti e 170 feriti, ci sono anche dei dispersi. Il primo numero di vittime accertato per la prima bomba è di venti persone uccise, la seconda esplosione ha ucciso altre 50 persone.

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I due ordigni esplosivi sono stati nascosti dentro borse e attivate in lontananza. La prima esplosione è avvenuta a 700 metri dal mausoleo che ospita la tomba di Soleimani. La seconda bomba invece era a distanza din chilometro dal mausoleo. Colpiti diversi pellegrini ma non dalla seconda esplosione avvenuta fuori dal percorso di pellegrinaggio verso la tomba del generale ex capo Quds.

Attentato Iran 3 gennaio: un gesto terroristico confermato

Il vice governatore della provincia di Kerman ha confermato che le due esplosioni insieme sono un attacco terroristico. E’ stato scelto un giorno simbolico in cui migliaia di persone andavano a commemorare la morte del capo della Forza uds. E intanto, a Beirut, un drone israeliano è riuscito ad uccidere due componenti di Hamas.

L’attacco ha fatto reagire Francia e Stati Uniti che hanno chiesto di essere informati sulle operazioni e anche di non creare un escalation in Libano. Intanto nel Mar Rosso, i ribelli Huthi continuano ad attaccare navi mercantili. Ultima operazione, il lancio di due missili vicino allo stretto di Bab El Mandeb, a fornire informazioni l’Agenzia britannica per la sicurezza marittima. I due missili non hanno creato danni alla nave e all’equipaggio.

Breaking news, agenzia stampa Mehr e pronto soccorso sanitario Kerman

Al momento della scrittura, arriva un aggiornamento dell’agenzia stampa iraniana Mehr e del capo del pronto soccorso sanitario di Kerman. Il bilancio dei morti è salito a 103 persone, invece 170 i feriti di cui alcuni molto gravi.

Le bombe a distanza sono state attivate con dei telecomandi. Il capo del pronto soccorso ha dichiarato che il pellegrinaggio di oggi era di persone che sostengono il governo degli ayatollah guidato da Ali Khamenei, il quale ha giurato vendetta a Israele dopo la morte del Generale Pasdaran Reza Moussavi, ucciso in Siria il 25 dicembre scorso.

Vicino al Mausoleo di Soleimani un altro importante centro, la moschea Saheb al Zaman di Kerman. Gli uomini del soccorso hanno affermato che molte persone dopo le esplosioni sono morte schiacciate dalla folla fuggita nel panico.

Qasem Soleimani e Razi Moussavi

La reazione dell’Iran al secondo anno di morte del Generale Soleimani è stato quella di sanzionare, per la seconda volta, 51 militari americani accusati di essere coinvolti nell’attacco con un drone del 3 gennaio 2020. In un articolo di Repubblica, troviamo il collegamento geopolitico collegato all’azione di Qassem Soleimani che ha guidato in vent’anni operazioni politiche e militari dall’Afghanistan al Libano, dalla Siria all’Iraq.

Anche Reza Mousawi, rivendicato oggi, era generale importante all’interno delle guardie rivoluzionarie. La sua uccisione viene additata ad Israele, Moussavi era esperto delle operazioni dei guardiani in Siria. L’uccisione è avvenuta nei quartieri di Sayyida Zeinab, a sud di Damasco. Reza Mousawi era militare e amico di Qassem Soleimani, queste due figure saranno ricordate insieme nei prossimi anni scatenando il movente di nuove tensioni o attentati.

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