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Aggressione chimica a Clapham: la polizia cerca l’aggressore anche nel Tamigi

Clapham aggressione chimica

Clapham: la ricerca della polizia dopo l’esame di video telecamere

Su Today e altri giornali, si possono leggere diverse cronache di aggressioni chimiche diventate realtà a Londra, tra quartieri periferici e centrali. Sono tanti i motivi per cui vengono lanciate: bullismo, motivi “passionali” e altri. Possono avere di mira singole persone ma poi diventare conseguenza grave per più vittime che possono inalare la sostanza o avere reazioni cutanee. Che cosa sta succedendo a Londra? Ebbene, la polizia municipale sta ricercando sul Tamigi il corpo di un sospettato per l’attacco chimico a Chapham che ha fatto correre in ospedale diverse persone. Raccontiamo gli ultimi fatti.

Indagini Clapham: barche di ricerca sul Tamigi

La polizia municipale di Londra ha avviato una ricerca sul Tamigi di un sospettato per l’attacco chimico a Chapham. Secondo gli inquirenti potrebbe essere morto cadendo dal fiume ma potrebbe anche essere presente nella zona del Chelsea Bridge. Le videocamere visionate dalla polizia indicano questo posto da monitorare e così sta succedendo.

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Questa mattina la polizia ha perquisito l’area del Tamigi nella zona ovest di Londra. Il sospettato si chiama Abdul Ezedi, 35 anni, i filmati delle telecamere a circuito chiuso lo indicano nella zona tra i ponti di Vauxhalle e Chelsea, dove la polizia ha navigato con le sue imbarcazioni. Dall’attacco del 31 gennaio una donna e i suoi due figli sono rimasti feriti.

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I giornali inglesi riportano che le telecamere a circuito chiuso hanno ripreso diversi passaggi vicino a Chelsea Bridge ma mai l’andare via, per questo la polizia ritiene che potrebbe essere morto oppure essere nascosto. Con le barche si è attesa la bassa marea del Tamigi per rendere più semplice la ricerca e identificazione di un eventuale corpo.

Ecco che cosa riporta il comandante Jon Savell sulle ricerche: “abbiamo esaminato tutte le telecamere e le angolazioni disponibili, e con l’assistenza dei trasporti di Londra e delle telecamere a circuito chiuso degli autobus che stavano viaggiando sul ponte in quel momento, e non è stato avvistato lui mentre scendeva”.

Attacco chimico a Clapham: racconto e vittime

Clapham è un quartiere di circa 40 000 abitanti nel sud-ovest di Londra sito nel borgo di Lambeth. Mercoledì sera, 31 gennaio, avviene un’aggressione con l’acido. Una persona agisce velocemente, getta la sostanza su diverse vittime, anche dentro la propria macchina e riesce a fuggire. Da dieci giorni, quindi, questa persona era ricercata dalla polizia. In pochi secondi solo un oggetto può risultare utile a capire la dinamica dei fatti e tentare di individuare il responsabile, le telecamere di videosorveglianza presenti.

Poi, sono stati lanciati anche degli appelli per individuare anche dei testimoni. Chi è stato ferito dall’acido? Diverse vittime portate in ospedale, tra queste una mamma con due figli piccoli la sostanza corrosiva è stata gettata nell’aut0o. Poi sono state ferite altre sei persone. Ad aiutare tre agenti di polizia che sono riusciti ad intervenire subito sul posto ma anche tre civili.

La polizia all’inizio ha cercato anche i legami di parentela tra il sospettato e la mamma con i due bambini. I due bambini identificati sono le due figlie, dimesse, la madre invece è ancora ricoverata.

Raccolta fondi per la madre ferita e ancora ricoverata

La donna era conosciuta da Ezedi, residente nel New Castle. Nato in Afghanistan è arrivato nel Regno Unito nel 2016. Nel 2018 aveva commesso reati sessuali. Nelle ultime notizie, sembra che avesse tentato di incontrare la donna ferita dopo la fine di una relazione. Nell’attacco era rimasto ferito al viso.

Sui giornali inglesi è possibile trovare la cronologia rilasciata dalla polizia metropolitana delle ultime posizioni conosciute di Esedi, la fuga e gli spostamenti dopo l’attacco chimico. Per la donna ferita sono state raccolte con Gofund fino a 16.000 sterline, secondo le ultime informazioni è sottoshock, per questo ancora ricoverata. Le figli minori invece sono state dismesse.

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Mi chiamo Iole Di Cristofalo e mi piace scrivere, svolgo come lavoro quella del web content editor, ho aggiornato le mie competenze imparando a creare video e grafiche online. In rete mi occupo di attualità, cronaca, scienze, ambiente e cultura, fotografia e video. Ultimi corsi professionali seguiti: comunicazione multimediale, web copywriting, scrittura d'impresa.View Author posts

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