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Alex Schwazer, addio ai sogni Olimpici del 2024 (tutta la storia dall’inizio)

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Alex Schwazer, svanite le speranze di vedere ridotta la squalifica

Alex Schwazer, uno sportivo, un campione. Ma prima di tutto, un uomo. Non infallibile (come tutti), ma modesto, umile, impegnato. E nella casa più spiata d’Italia si allena, si prepara, si confronta. Una persona ammirata per le sue capacità fisiche e mentali; un cittadino che porta i suoi errori in groppa senza che il peso lo schiacci. Una speranza che dà luce al suo percorso e che poi si arresta: “niente da fare“, tuona il fato. E lui, commosso, deluso, rammaricato, non si piega: “andrò avanti con gli allenamenti“, la sua risposta al divieto di partecipare all‘Olimpiade 2024 a Parigi. Vi raccontiamo tutto in questo post.

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Per approfondire:

Alex Schwazer: una storia di sport (e non sport)

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Sciopero della fame per Alex Schwazer

La WADA, niente riduzione pena

L’agenzia mondiale antidoping non riduce la squalifica del 39enne altoatesino. Ed è lo stesso Schwazer a comunicare il verdetto agli altri concorrenti nella casa del Grande Fratello, chiedendo loro di “evitare i drammi”. Nella casa, commozione generale: si attengono alla richiesta dell’atleta, ma non mancano le lacrime, i volti corrucciati, le espressioni d’incredulità.

Ma non c’è nulla da fare: Alex Schwazer dovrà rinunciare all’Olimpiade 2024 di Parigi, per pochi giorni. La sentenza della Wada (l’agenzia mondiale antidoping) ha detto no alla riduzione di pena sulla sua squalifica. Il marciatore altoatesino attendeva da due anni questo responso che ha definito “ingiusto e profondamente sbagliato. Non è stata una decisione neutra. Credo di pagare per il fatto di non aver mai accettato un verdetto della giustizia sportiva e di aver lottato per anni per la mia innocenza“.

L’allenamento forsennato di Schwazer e l’amore della sua famiglia

Schwazer ha ricevuto la sentenza della Wada nella Casa del Grande Fratello, in cui si è chiuso negli ultimi due mesi scanditi da allenamenti sul tapis roulant e sull’ellittica. L’atleta ha lavorato sugli attrezzi messi a disposizione “come un indemoniato, con grandissimo spirito di sacrificio, da solo contro tutti e contro le ingiustizie“, riprendendo i commenti dei coinquilini, che hanno espresso tutta la loro vicinanza al marciatore.

Schwazer continuava a cullare il sogno olimpico, che purtroppo si è infranto in serata quando ha saputo che la squalifica di otto anni per doping recidivo, inflitta per la positività al testosterone riscontrata in un controllo domiciliare il 1° gennaio 2016, non avrà una riduzione.

La sanzione scadrà l’8 luglio 2024 ma l’atleta non avrà modo di partecipare alle qualificazioni dei Giochi che si terranno a Parigi dal 26 luglio all’11 agosto.

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Un minimo di storia e la serie su Netflix

Il “Caso Schwazer” è molto controverso, diventando anche una docu-serie su Netflix nell’aprile 2023. Una storia fatta di vittorie (l’oro olimpico a Pechino 2008) e cadute, sfociata in una vicenda intricata che si è consumata nei tribunali. 

Nel 2012 Alex fu trovato positivo all’EPO, una sostanza che aumenta la produzione di globuli rossi e quindi la resistenza fisica. Lui ammise di averla acquistata in Turchia e questo gli costò una squalifica di 4 anni, trascorsi i quali l’atleta ripartì da capo e si preparò a partecipare alle gare più prestigiose. Tuttavia, nel 2016 Alex fu trovato ancora positivo al doping e, tenuto conto della sua condotta recidiva, fu squalificato per 8 anni dal Comitato anti-doping internazionale (Wapa). Lui non accettò mai questo verdetto e si difese in Tribunale, dimostrando che le sue urine erano state manipolate. Di fatto, fu assolto perché non vi erano prove certe contro di lui.

Sette anni dopo quel gennaio 2016 era arrivata l’archiviazione dell’inchiesta sugli autori del presunto complotto ai danni del marciatore: nessun colpevole, secondo il Tribunale.

Ai tempi, l’unica certezza rimase la squalifica del marciatore che fino all’ultimo ha sperato in una riduzione di pena e nella partecipazione a Parigi 2024, un desiderio diventato delusione profonda dopo questo definitivo “no” da parte della Wada.

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La reazione dell’atleta: “mi allenerò e penserò a cosa fare”

Nonostante fosse visibilmente commosso dalla notizia ricevuta, il marciatore ha voluto dare un messaggio positivo ai suoi compagni di avventura e ai telespettatori, ma soprattutto ai suoi figli e a sua moglie, che si è collegata in videoconferenza con la Casa del Grande Fratello: “Ti amo” sono state le parole della giornata più apprezzate da Alex.

Andrò avanti con gli allenamenti e non mi va di perdere altro tempo. Sono entrato qui con l’obiettivo di allenarmi bene. Nei prossimi giorni penserò anche tanto a cosa fare. Io amo lo sport e non starò più male per delle decisioni che riguardano lo sport. Sono ancora qua e mi alleno ogni giorno nonostante quello che è successo. Il tempo è a mio sfavore, vista la mia età, e fare appello ora diventa molto difficile. Valuterò nei prossimi giorni, in relazione alla mia squalifica e alla mia permanenza nella Casa. Non ho rimpianti e vi chiedo di non far drammi. La vita è bella, siamo qui per fare una bella esperienza: andiamo avanti così“.

Si chiude il sipario

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